Il Progetto di Sperimentazione dei Piani Locali Giovani nasce con l’obiettivo di sostenere l’azione degli Enti locali nel campo delle Politiche giovanili.
Il Piano Locale Giovani (PLG) costituisce una proposta strategica per il rafforzamento dei processi di innovazione delle politiche giovanili realizzate dagli Enti locali. Si tratta di uno strumento operativo in grado di disegnare e realizzare interventi che tengano conto delle risorse e delle peculiarità degli ambiti sociali e territoriali nei quali dovranno attuarsi e produrre effetti, rispondendo effettivamente ai bisogni locali.
Il PLG può essere quindi definito come uno strumento per l’attuazione di politiche giovanili orientate allo sviluppo locale nel suo complesso nonché all’aumento della partecipazione dei giovani ai processi decisionali locali.
Esso è promosso dagli Enti locali in partenariato con gli attori sociali portatori di interesse. “Attore protagonista” del PLG è la comunità locale. Il PLG delinea infatti un processo di confronto e partecipazione alimentato da uno scambio creativo, in cui ciascuno, portatore di una specifica definizione dei problemi, delle priorità e delle domande emergenti, contribuisce a creare una visione della comunità locale e, in essa, del ruolo, del contributo e delle risorse dei giovani.
Titolare del processo è il Comune, in quanto “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo” (T.U. Enti locali, art. 3). Si tratta di una titolarità funzionale, esercitata secondo il principio di sussidiarietà verticale.
Il progetto di sperimentazione dei PLG nasce da un percorso di confronto e analisi promosso dalla Rete Iter, insieme ad Anci e Forum Nazionale dei giovani. Tale percorso ha trovato convergenza con le indicazioni prima del Dipartimento per le politiche giovanili e poi con l’attuale Dipartimento della gioventù, relative ai temi del sostegno all’autonomia, e cioè le problematiche connesse all’accesso dei giovani alla casa, al lavoro e al credito.
La sperimentazione dei Piani Locali Giovani vede coinvolti 28 Comuni ed associazioni di Comuni, che hanno avviato un processo di programmazione rispondente alle diverse priorità che ogni territorio presenta rispetto alla condizione di autonomia giovanile.
I territori coinvolti nella sperimentazione
Le azioni prioritarie di intervento
Gli attori della sperimentazione
le "schede azioni locali"